NOI SIAMO I RIBELLI

FARAI PARTE DELL'INGRANAGGIO

O DELLA SQUADRA DI SABOTAGGIO??

 

The Rebels in un articolo della Sentinella del Canavese del 03/05/2010

- Vogliamo ringraziare pubblicamente il giornalista Giacomo Berta per il bell'articolo su di noi, nel frattempo chiediamo scusa per alcune inesattezze presenti nell'articolo; in special modo il fatto che erroneamente è stato scritto che siamo gli unici sul territorio, mentre in zona esistono da anni altri gruppi che praticano questo sport. Chiedendo scusa a tutti i softeristi canavesani per questo errore non dovuto alla nostra volontà, rinnoviamo l'invito a mettersi in contatto con noi per organizzare delle giocate amichevoli in cui avremo la possibilità di consoscerci meglio e divertirci assieme. -

Il presidente ed il direttivo

 

Riportiamo di seguito l'articolo della Sentinella del Canavese del 3 maggio 2010, pagina 20, sezione Alto Canavese

"Giocare alla guerra? Uno sballo e ora il posto c'è"

FORNO. Ora anche l’Alto Canavese ha la sua area per praticare il “Soft Air”, uno sport regolarmente riconosciuto dal Coni, che in pratica consiste nel giocare alla guerra, non con i soldatini, ma bensì con uomini e armi fedelmente riprodotte che sparano piccoli pallini inoffensivi e biodegrabili in plastica.  E’ uno sport a squadre completo che comprende treking, orientamento e mette in azione tutto il fisico. Di solito dura un’intera giornata e tra una battaglia e l’altra ci si ritrova tutti insieme per il pranzo. In questo sport, adatto a tutte le età, è fondamentale l’onestà. Quando uno viene colpito, sportivamente lo deve ammettere. Chi non lo fa viene man mano isolato e alla lunga deve cambiare sport, appunto.  L’area individuata è presso l’azienda agricola Dario Giovannini, una location sita in mezzo ai boschi che sovrasta l’abitato di Forno, poco oltre la frazione Cimapiasole. Un posto ideale, in sostanza. L’idea è nata tramite l’Associazione “The Rebels” di Favria, presieduta da Alex Enrietto, che attualmente conta 30 iscritti, ed è l’unica presente in Alto Canavese.  «Anche questo è un modo di cercare di far vivere un paese come quello di Forno che si sta sempre più deindustrializzando e i giovani non trovano più lavoro - commenta Dario Giovannini -. Con questa nuova iniziativa si rivaluta, si fa conoscere, apprezzare ed anche amare la natura, i boschi, i monti e l’ambiente in generale. Vedere molti softairisti in azione non pensavo fosse così interessante».  Giovannini ha messo a disposizione un’area di 50 mila metri quadri montani, compresa di boschi, pascoli che salgono verso il Monte Soglio. Una baita ha dato il nome all’Associazione Sportiva Dilettantistica “Ath Pola”. Il presidente è Mara Ottobeni. «Le nostre intenzioni sono quelle di non concentrarci solo sul “Soft Air”, - afferma Mauro Bertolaso, vice presidente dell’Associazione The Rebels di Favria -. Vogliamo portare in questo posto di pace molte altre attività, quali spettacoli con gruppi musicali, gare di mountain bike, corse podistiche, gare di orienteering, tiro con l’arco e, con la bella stagione, cene con serate a tema. In più, intendiamo sviluppare un’attività di beneficenza prevalentemente rivolta verso i giovanissimi».  Il Soft Air ha il vantaggio di poter essere praticato sia in ambiente urbano (paesi e città) che boschivo e montano. Il gruppo altocanavesano si è associato con un’altra squadra, la “Thundeer” di Torino, presieduta da Paolo Quaglia. Chi volesse avvicinarsi a questo sport può visitare il sito: www.therebels.it. L’abbigliamento di un softairista è quello tattico militare, le armi sono delle fedeli riproduzioni di quelle normali, funzionano a molla, a gas oppure a batteria. - Giacomo Berta